Gianpaolo Antongirolami

  • Sassofono

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Gianpaolo Antongirolami ha studiato sassofono al Conservatorio di Fermo dove si è diplomato con il massimo dei voti nel 1987. Si è successivamente perfezionato con sassofonisti di fama mondiale quali Serge Bichon e Jean-Marie Londeix. Ha conseguito inoltre il diploma di Musica Elettronica e il Diploma Accademico di II livello in Musica da Camera.
Svolge intensa attività concertistica proponendo un repertorio che va dalla musica originale del primo Novecento alla musica moderna e contemporanea, fino alle più recenti esperienze di carattere improvvisativo e a quelle che prevedono l’interazione tra strumento e mezzi multimediali audio-video.
Il suo repertorio comprende pagine dei più significativi autori di fama internazionale, quali John Adams, Luciano Berio, Gavin Bryars, Sylvano Bussotti, John Cage, Franco Donatoni, Peter Eötvös, Julio Estrada, Armando Gentilucci, Philip Glass, Gerard Grisey, David Lang, Mauricio Kagel, György Kurtág, Giacomo Manzoni, Butch Morris, Michael Nyman, Arvo Pärt, Terry Riley, Jean-Claude Risset, Frederic Rzewski, Giacinto Scelsi, Salvatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen, James Tenney, Michael Torke, Horacio Vaggione, Iannis Xenakis, John Zorn, nonché interessanti opere di compositori emergenti, spesso scritte appositamente per lui.
Ha suonato in rassegne e festival di musica contemporanea quali Milano Musica, Rassegna di Nuova Musica di Macerata, Sagra Musicale Umbra, Nachtstrom (Basilea), Area Sismica di Forlì, Firenze Suona Contemporanea, Ex Novo Musica di Venezia, Dissonanzen di Napoli, TiConZero di Cagliari, Casa Paganini di Genova, e presso istituzioni quali Keele University (UK), Università Mozarteum di Salzburg (A), Università di Edimburgo, Goldsmiths University of London, ZKM di Karlsruhe (D), Fondazione Bogliasco, Fondazione Cini di Venezia.
Attento alla sperimentazione e all’innovazione, da oltre vent’anni si dedica inoltre alla divulgazione di uno specifico repertorio che prevede l’interazione tra il sassofono e i mezzi elettroacustici, lavorando a stretto contatto con i più importanti compositori del panorama internazionale e suonando nei principali festival specialistici del settore, quali Festival Synthèse di Bourges (F), InterActions (Bangor, UK), CIM – Colloquio di Informatica Musicale – (edizioni di Firenze, Udine e Cagliari), Spaziomusica (Cagliari), La Terra Fertile (L’Aquila), MA/IN (Matera), I Venerdì del Conservatorio (Napoli), Acusmatiq (Ancona) e presso i conservatori di Bari, Fermo, Foggia, Genova, Livorno, Napoli, Padova, Perugia, Pesaro, Piacenza, Venezia.
Suona inoltre in varie formazioni da camera, collaborando con musicisti quali Terry Riley, Butch Morris, Giancarlo Schiaffini, Mike Svoboda, Stefano Scodanibbio, Garth Knox, Horacio Vaggione, Alvise Vidolin, Roberto Fabbriciani, Roberto Paci Dalò, Claudio Lugo, Michele Lo Muto, Marino Formenti, e con diverse orchestre tra cui l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, i Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra Sinfonica di Grosseto, l’Orchestra Fabriano Festival, l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, l’Orchestra Sinfonica di Foggia.
Ha al suo attivo oltre ottanta prime esecuzioni assolute e numerose incisioni discografiche per Cemat Italia, Ars Publica, Edipan, KHO Multimedia Productions, Khepera, Rara Music WorX, SuonoSonda, Sumtone, e registrazioni radiofoniche e televisive per la Rai.
Di recente pubblicazione (ottobre 2017) il cd “Arvo Pärt – Anima” per l’etichetta austriaca col legno, come membro del Quartetto di Sassofoni Alea: si tratta della prima raccolta che sia mai stata incisa contenente l’integrale delle composizioni per quartetto di sassofoni dell’autore estone.
Antongirolami è regolarmente invitato a tenere corsi di perfezionamento e masterclass sia in Italia che presso prestigiosi enti ed istituti musicali europei quali Musikhochschule di Freiburg (D), Universität Mozarteum di Salzburg (A), Keele University, University of Edinburgh, Laban Conservatoire of Music (UK).
Docente di sassofono dal 1988, vincitore del concorso per esami e titoli, è attualmente titolare di cattedra presso il Conservatorio di Perugia.

«(…) Il fondatore dello spettralismo, un’esperienza soprattutto francese, Gérard Grisey, non può sbagliare qui al Teatro Lauro Rossi. E infatti il suo Anubis et Nout (1983/’90) per saxofono basso, interpretato dal gran virtuoso e gran sapiente Gianpaolo Antongirolami, è un brano che convince. Parte con maniacali giochi di melodie, sembra dire che l’analisi meticolosa della struttura fisica dei suoni non produce di per sé alcuna ebbrezza o ulteriore conoscenza dell’ascolto, poi si inoltra in un’atmosfera di tenebra, in una serie commovente di suoni singoli tenui, sospesi, lasciati soli da pause lunghissime. (…) »

– Mario Gamba, Il Manifesto 9/4/2014

«(…) Dalla prima all’ultima nota, Antongirolami, che è stato chiamato dalla Musikhochshule ad insegnare come ospite in un corso a Freiburg, ha dimostrato di essere un maestro nella sua materia.
Ha suonato con swing nella Fantaisie-Impromptu di André Jolivet, “motorico” nella Scaramouche di Darius Milhaud e con spirito nelle Dances-Exotiques di Jean Françaix: Antongirolami è stato altamente accurato sotto tutti gli aspetti espressivi ed interpretativi, curando la ricchezza timbrica del suo strumento (…); in nessun ambito espressivo ci sono stati problemi. Ma è in particolare con il brano a solo Le frène égaré di Francois Rossè che Antongirolami ha prodotto il più largo spettro di colori dimostrando in maniera impressionante le qualità del sassofono nella Nuova-Musica. (…)»

– John Adam, Badische Zeitung, Freiburg 1993

«(…) Nella giornata del festival intitolata Sax Machine il bravissimo solista Gianpaolo Antongirolami ha interpretato brani per il suo strumento (quasi tutta la famiglia dei sax) ed elettronica. Thema di Horacio Vaggione è un brulicare agitato di suoni nel dialogo tra il sax basso tutto soffiato e il flusso discontinuo delle macchine. Roberto Doati nel suo lavoro Il domestico di Edgar evoca Charlie Parker e la sua voglia di Varèse, fa cantare quasi straight il sax alto e poi lo vira verso il free, il tutto col supporto di suoni artificiali ricchi di varianti. Per Saxony di James Tenney il solista passa dal baritono al soprano al tenore al contralto e il gioco è di riprese di motivi tra strumenti e macchine. Da primo premio Kairós di Agostino Di Scipio. L’idea del continuum elettronico con “interferenze” del sax soprano si articola in magnifiche rarefazioni e spunti che ricordano l’improvvisazione totale.»

– Mario Gamba, Il Manifesto, 19/11/2009

«Arvo Pärt, by virtue of his distinctive, soulful music, enthuses his audience like no other contemporary classical composer. This album is the first-ever compilation of all compositions by Pärt that have been transcribed for saxophone quartet – revealing them, so to speak, without words, “only” through breath, through oscillating columns of air. The Italian Alea Saxophone Quartet master this task brilliantly.»

www.col-legno.com

 

«Tra i (modesti) privilegi di un produttore discografico, c’è anche quello di ricevere molti CD. In un mare di prodotti standardizzati e senza fantasia, oppure sciatti e mal confezionati, capita, ogni tanto, il colpo di fortuna: un CD che ti prende subito, che ti colpisce e ti stupisce. Consiglio caldamente questo che ho ricevuto qualche giorno fa: quattro strumentisti, ma a volte sembra di ascoltare un meraviglioso organo, o una firsarmonica di dimensioni inusitate, tanto gli attacchi sono precisi, le sfumature di suono calcolate alla perfezione. Da ascoltare e riascoltare, direi da centellinare come un grande vino di qualità (e non è un CD della Dynamic e neppure della IDIS, per intenderci…).»

– Danilo Prefumo, direttore artistico delle case discografiche Dynamic e IDIS

 

«(…) Ed ecco Lucida sidera (2004) [di Stefano Scodanibbio] per quartetto di sassofoni, stesso principio ideativo-compositivo ma meno abbandono. Impeccabili gli Alea, il cui leader è Gianpaolo Antongirolami. (…) »

– Mario Gamba, www.alfabeta2.it 23/4/2013